PALAZZO SCHIFANOIA MUSEI CIVICI D'ARTE ANTICA
Via Scandiana, 23
Telefono 0532 64178/62281

Fu costruito al di fuori delle antiche mura per volere di Alberto V d'Este nel 1385 e fu più tardi trasformato ed ampliato, soprattutto all'epoca di Borso.

La facciata presenta un grande portale scolpito di squisita fattura, mentre l'attuale paramento a mattone a vista sostituisce quello originale, costituito da un intonaco affrescato ad esagoni vivacemente colorati.

Anche le decorazioni interne hanno subito molte distruzioni, sebbene ciò che resta sia considerato unanimemente come una delle pagine più alte del Rinascimento italiano. L'ambiente più famoso ed interessante è certamente la "Sala dei Mesi", affrescata dai Maestri della pittura ferrarese del XV secolo (Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti, Cosmè Tura, ecc.). Paraste dipinte dividono i muri in riquadri, ciascuno corrispondente ad un mese. Ogni riquadro è a sua volta diviso in tre parti, orizzontalmente. Nella parte superiore sono rappresentati trionfi di divinità pagane: questa parte simboleggia il mondo di Dio, da cui vengono all'uomo le leggi del suo comportamento. La parte inferiore presenta figurazioni della vita di tutti i giorni, soprattutto a corte: simbolo del mondo degli uomini. Fra queste due fasce se ne trova una terza, con i simboli dello zodiaco occidentale, accompagnati dai decani dello zodiaco egiziano: il significato di questa fascia è che l'astrologia, "scienza" tenuta in altissimo conto dalla corte ferrarese, altro non sarebbe che un mezzo simbolico attraverso il quale l'uomo comprende il volere di Dio, altrimenti a lui inconoscibile. Fra i molti altri simboli leggibili negli affreschi non bisogna dimenticare la glorificazione del committente, il duca Borso, rappresentato ripetutamente in tutti i mesi mentre amministra saggiamente i suoi Stati.

Dopo i gravi danni subiti nel corso dei secoli dagli affreschi, sono oggi visibili i soli mesi da marzo a settembre (da leggere in senso anti-orario).

Nella adiacente Sala degli Stucchi si ammira uno splendido soffitto a cassettoni dorati e dipinti da Domenico di Paris (secolo XV), raffigurante le virtù cardinali e teologali e le imprese estensi.

Oggi il Palazzo è sede del Museo Civico di Arte Antica, con le sue molteplici collezioni: archeologica, numismatica, di bronzi e placchette, ecc. Di particolare pregio sono gli antifonari miniati, la collezione delle medaglie, con molti ritratti degli Estensi, le pitture e gli avorii. Una "Crocifissione" in alabastro, donata agli Estensi dai sovrani inglesi, costituisce un esempio quasi unico di scultura di quel paese. Molto interessanti sono anche gli stalli e le tarsie del coro di Sant'Andrea, della bottega dei Canovi da Lendinara. Da notare, infine, fra i busti neoclassici, il ritratto del conte Cicognara, opera del Canova.